SOCIETà ITALIANA DI CARDIOLOGIA

NOTA STORICA


a cura del Prof. Pietro Paolo CAMPA

La storia della maggior parte delle società nazionali di cardiologia, prende spunto, all'inizio di questo secolo, rispondendo ad una necessità culturale e pratica che si palesa anche grazie ai nuovi strumenti di diagnosi che consentono alla cardiologia di imporsi come disciplina autonoma.

Tale esigenza si manifestò innanzitutto con il fiorire di numerosi periodici legati esclusivamente alla cardiologia come l' «Archives des Maladies du Coeur, des Vaissaux et du Sang », fondato da Henry Vaquez nel 1908. L'anno successivo, a cura di James Mackenzie e Tomas Lewis, vide la luce «Heart», il primo periodico in lingua inglese dedicato esclusivamente alla cardiologia, che in seguito continuerà con il prestigioso nome di «British Heart Journal».

 

IL SIGNIFICATO DELLA TRADIZIONE CULTURALE DELL'ASSOCIAZIONE


a cura del del Prof. Antonio Strano

L'invito a riferire la storia della Società Italiana di Cardiologia, in occasione dei sessantesimo anno di vita della istituzione, viene da me favorevolmente accolto sia perché credo fermamente nel significante e prestigioso valore della storiografia e sia perché ho avuto il peculiare beneficio di vivere intensamente ed assiduamente per oltre quaranta anni l'attività culturale dell'Associazione.

Sono sicuro, altresì, che il valutare gli avvenimenti passati, rievocando gli eventi più significativi e gli uomini che hanno segnato la storia della nostra associazione, rappresenti, da una parte, doverosa attestazione di riconoscimento dei contributi che i clinici dal nostro paese hanno dato alla Cardiologia e, dall'altra, esprima la sicura affermazione che la storia della Società Italiana di Cardiologia deve far parte del bagaglio culturale e morale dei cardiologi italiani.